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    PROGETTO DI VITA

    A.U.S. NIGUARDA

    UN SERVIZIO DI COUNSELING INTEGRATO
    ALL'INTERNO DELL'U.S. NIGUARDA


    Finalita' del servizio
    Il servizio si rivolge ai pazienti dell'Unità Spinale di Niguarda che, superata la fase acuta post-traumatica, sono impegnati in programmi riabilitativi per raggiungere il massimo recupero possibile. La finalità è quella di fornire un supporto psico-sociale al paziente e ai suoi familiari nel gestire le problematiche connesse alla riabilitazione, nel facilitare il passaggio dal ricovero al rientro nell'ambito familiare e sociale, nel porre le premesse per riorganizzare il proprio progetto di vita.

    Obiettivi
    Gli obiettivi del servizio si articolano su tre livelli:
    • Supporto psicologico alla persona
    • Supporto psicologico ai familiari
    • Supporto socio-assistenziale alla persona e alla sua famiglia
    Supporto psicologico alla persona
    • Accogliere ed aiutare la persona ad elaborare il vissuto
    • Sostenere la persona nel processo di acquisizione di una progressiva consapevolezza della mutata condizione esistenziale
    • Supportare la ridefinizione di sé
    • Riscoprire, attivare risorse nascoste e non riconosciute
    • Sollecitare autonomia decisionale e autodeterminazione
    • Ricercare con la persona una dimensione "sociale" sia all'interno dell'US, sia nella prospettiva del rientro a casa (ripensare il proprio ruolo familiare, sociale e lavorativo)
    Supporto psicologico ai familiari
    • Accogliere ed aiutare i familiari ad elaborare i propri vissuti
    • Supportare i familiari man mano che affiancano il paziente nel percorso di recupero
    • Aiutare i familiari a trovare un nuovo modo di porsi in relazione al paziente
    • Riscoprire, attivare risorse nascoste e non riconosciute
    Supporto socio-assistenziale alla persona e alla sua famiglia
    • Facilitare il reinserimento nel mondo esterno fornendo assistenza concreta nella soluzione dei problemi legati alla quotidianità (contributi economici e pensioni di invalidità, soluzioni abitative, automobilità e trasporto, collegamento ai servizi socio-assistenziali del territorio di appartenenza, inserimento lavorativo)
    Modello di intervento
    Il servizio si struttura secondo un modello che pone al centro dei vari interventi il singolo paziente con le sue caratteristiche, il suo percorso riabilitativo, i suoi tempi di riorganizzazione personale. Nell'ambito di una struttura riabilitativa il fattore umano influisce sulle capacità di recupero. Un appropriato supporto psico-sociale, consentendo al paziente di migliorare la capacità di fronteggiare le proprie problematiche emotive ed esistenziali, potrebbe facilitare il percorso clinico. Ovviamente tale sostegno intende articolarsi in modo non intrusivo rispetto a quello del personale sanitario, ma per integrarlo e completarlo. L'idea di fondo è promuovere un approccio unitario cui possano costantemente richiamarsi i singoli interventi (sanitari, riabilitativi, psico-sociali).

    Articolazione del servizio

    Il servizio si articola nei seguenti interventi:
    • counseling individuale al paziente
    • counseling ai familiari
    • sportello di assistenza sociale
    • sportelli informativi sugli aspetti legislativi, legali e quelli riguardanti l'abbattimento delle barriere architettoniche
    Counseling individuale
    Il servizio propone come strumento principale d'intervento il counseling individuale finalizzato a facilitare, attraverso una serie di colloqui, il processo di riorganizzazione personale del paziente, secondo gli obiettivi sopra enunciati.
    Il counseling è una relazione di consulenza finalizzata a sostenere una persona nell'affrontare una situazione problematica.
    Il counselor non è necessariamente uno psicologo perché il counseling non richiede un approfondimento dell'analisi della struttura della personalità e non analizza il passato.
    Il processo di aiuto avviene nel "qui ed ora" della relazione.
    Il counselor agisce nelle situazioni di "difficoltà esistenziali", ossia in situazioni normali e non patologiche, dove per "normale" si intende soprattutto la capacità di agire positivamente, di attivare le proprie risorse personali per recuperare il disagio.
    Il counselor interviene per attivare e sostenere la capacità di resilienza del paziente ossia quel meccanismo interno autoriparatore che, a fronte di un evento traumatico, consente con il tempo il ripristinarsi di una situazione di equilibrio.
    Sono da ritenersi esclusi i casi che presentano delle problematiche particolari (come per esempio la depressione grave o il disturbo da stress post-traumatico) rispetto ai quali è probabilmente necessario un intervento terapeutico. E' tuttavia compito del counselor segnalarli ai servizi competenti per una valutazione clinica ed un eventuale presa in carico.

    Nella fase di ingresso del paziente all'interno dell'Unità Spinale il counselor è una presenza discreta ma costante, in grado di fornire accoglienza e orientamento con l'obiettivo di stabilire un contatto con il paziente e con la sua famiglia; contatto che viene mantenuto anche successivamente, attraverso iniziative informali di avvicinamento e affiancamento. Terminato il primo ambientamento, e compatibilmente con le esigenze del percorso riabilitativo, è possibile proporre un intervento di counseling.

    E' fondamentale che la proposta sia accolta dal paziente in risposta ad un bisogno effettivamente sentito, se pur in modo confuso o conflittuale. La relazione di counseling è un rapporto costruito su un accordo esplicito, per cui entrambe le parti sono chiamate a definire e a condividere gli obiettivi verso i quali man mano si stanno movendo.
    Alla base di tale relazione due sono le linee di azione del counselor:
    • la comprensione del problema nei termini soggettivi della persona
    • l'aiuto al soggetto ad evolvere personalmente per un migliore adattamento alla realtà.
    Il counselor diventa una presenza di riferimento nei vari momenti del percorso riabilitativo del singolo paziente all'interno dell'Unita Spinale.
    Il suo ruolo, inoltre, è quello di attivare, sostenere, facilitare relazioni dirette con le persone che partecipano al progetto riabilitativo. Queste persone sono :
    • i professionisti che lavorano al progetto riabilitativo (medici, infermieri, terapisti della riabilitazione …)
    • i familiari
    • le persone coinvolte sul fronte socio-assistenziale (AUS, assistente sociale …)
    Infine, nel rispetto delle necessità e dei tempi di recupero di ciascun paziente, il counselor concorda con il paziente stesso e con gli altri soggetti coinvolti, il momento più opportuno per usufruire di alcuni sevizi :
    • gruppi di informazione sanitaria sulle varie tematiche legate alla lesione midollare e alla riabilitazione
    • gruppi di informazione sulle tematiche socio-assistenziali legate a questo tipo di disabilità (ausili, pensioni di invalidità, riabilitazione e servizi sul territorio, barriere architettoniche, automobilità, formazione e inserimento lavorativo, sport e tempo libero)
    • sportello di assistenza sociale
    Counseling ai familiari
    Il servizio si propone di fornire anche un intervento di counseling ai familiari, finalizzato a favorire il riassetto di una situazione al momento scompensata, secondo gli obiettivi sopra enunciati. A seconda dei casi concreti, i familiari possono essere seguiti come "nucleo familiare" singolo oppure all'interno di "gruppi di familiari". Questa seconda modalità di intervento potrebbe funzionare come occasione di confronto e di condivisione soprattutto nei momenti cruciali del percorso (ricovero presso la US, prime uscite, dimissioni), favorendo la costruzione di una "rete" di conoscenze e di supporto reciproco.

    Anche nei confronti dei familiari, il ruolo del counselor, inoltre, è quello di attivare, sostenere, facilitare relazioni dirette con le persone che partecipano al progetto riabilitativo:
    • il paziente
    • i professionisti che lavorano al progetto riabilitativo (medici, infermieri, terapisti della riabilitazione …)
    • le persone coinvolte sul fronte socio-assistenziale (AUS, assistente sociale …)
    Allo stesso modo il counselor e i familiari valutano la necessità e individuano il momento più opportuno per:
    • partecipare con il paziente ai gruppi informativi
    • proporre incontri su tematiche specifiche
    • rivolgersi allo sportello di assistenza sociale per affrontare i problemi che man mano si pongono (contributi economici e pensioni di invalidità, soluzioni abitative, automobilità e trasporto…)
    Sportello di assistenza sociale
    Il servizio fornisce delle risposte concrete alle varie problematiche legate al reinserimento nel mondo esterno:
    • Accertamento invalidità
    • Pensioni, invalidità, altri benefici
    • Assistenza sanitaria, protesi e ausili
    • Spesa sanitaria
    • Barriere architettoniche, accessibilità al condominio e all'appartamento, facilitazioni
    • e diritti
    • Mobilità: patente, trasporti, ausili
    • Fisco: detrazioni e altre agevolazioni
    • Lavoro: collocamento obbligatorio, formazione
    • Tutela dei diritti
    Il servizio si articola su tre livelli di intervento:
    • livello informativo (leggi, enti e uffici di riferimento…)
    • livello del supporto operativo (espletamento pratiche burocratiche, ricerca sul territorio…)
    • livello del collegamento ai servizi sanitari e socio-assistenziali del territorio di appartenenza del paziente
    Il primo livello è gestito dall' AUS attraverso i suoi servizi (Sportello di Consulenza Legale, Sportello Giuridico Legislativo, Sportello Barriere Architettoniche). Il secondo e il terzo sono di competenza di un assistente sociale.

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