DA FONTE REPUBBLICA
lEGGE 160 del 2/10/2007 - Oggetto: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, recante disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione - on in calce il testo coordinato del D.L. con le modifiche apportate in sede di conversione. G.U. 230 del 3/10/2007


LEGGE 2 Ottobre 2007 , n. 160 - G.U. 230 del 3/10/2007
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 agosto
2007, n. 117, recante disposizioni urgenti modificative del codice
della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella
circolazione.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga
la seguente legge:

Art. 1.

1. Il decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, recante disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i

livelli di sicurezza nella circolazione, e' convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.


Data a Roma, addi' 2 ottobre 2007

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Bianchi, Ministro dei trasporti

Visto, il Guardasigilli: Mastella


LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica (atto n. 1772):Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Prodi) e dal Ministro dei trasporti (Bianchi)
il 4 agosto 2007.
Assegnato alla 8ª commissione (Lavori pubblici, comunicazioni) in sede referente il 7 settembre 2007 con
parere della commissione 1ª (per presupposti costituzionali) e delle commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 10ª, 12ª e 14ª.
Esaminato dalla 1ª commissione (Affari costituzionali), in sede consultiva, sull'esistenza dei presupposti di
costituzionalita' il 12 e 18 settembre 2007. Esaminato dalla 8ª commissione il 12 settembre 2007.
Esaminato in aula il 12 e 18 settembre 2007 ed approvato il 19 settembre 2007. Camera dei deputati (atto n. 3044):
Assegnato alla IX commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni ), in sede referente il 19 settembre 2007
con pareri del Comitato per la legislazione e delle commissioni I, II, V, X, XII e XIV.

Esaminato dalla IX commissione il 20 e 25 settembre 2007.

Esaminato in aula il 25 e 26 settembre 2007 ed approvato con modificazioni il 27 settembre 2007.

Senato della Repubblica (atto n. 1772 B): Assegnato alla 8ª commissione ( Lavori pubblici, comunicazioni) in sede referente,
il 28 settembre 2007 con pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 7ª, 10ª, 12ª e 13ª.

Esaminato dalla 8ª commissione il 2 ottobre 2007.

Esaminato in aula ed approvato il 2 ottobre 2007.

Avvertenza:

Il decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n.180 del 4 agosto 2007.

A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla presente legge di conversione hanno efficacia dal giorno
successivo a quello della sua pubblicazione.

Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione e corredato delle relative note e' pubblicato in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag. 16.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE

AL DECRETO-LEGGE 3 AGOSTO 2007, N. 117

All'articolo 2: al comma 1, lettera b), capoverso 2-bis, primo periodo, le parole: "i primi tre anni" sono sostituite dalle seguenti:

"il primo anno"; al comma 3, lettera a), capoverso 1-bis, la parola: "quattro" e' sostituita dalla seguente: "cinque".

All'articolo 3, comma 1, lettera c), capoverso 9, secondo periodo, le parole: "da tre a sei mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I,

sezione II, del titolo VI" sono sostituite dalle seguenti: "da uno a tre mesi con il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo,

nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i tre mesi successivi alla restituzione della patente di guida. Il

provvedimento di inibizione alla guida e' annotato nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, di cui agli articoli 225 e 226

del presente codice".

Dopo l'articolo 3 e' inserito il seguente:

"Art. 3-bis (Modifiche all'articolo 157 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di accensione del motore durante la sosta

o la fermata del veicolo). - 1. All'articolo 157 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 7 e' inserito il seguente:

"7-bis. E' fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta o la fermata del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione

l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da euro 200 a euro 400";

b) al comma 8 sono premesse le seguenti parole: "Fatto salvo quanto disposto dal comma 7-bis,"".

All'articolo 5:

al comma 1, lettera a), capoverso 2:

alla lettera a), le parole: "e l'arresto fino a un mese" sono soppresse;

alla lettera b), il secondo periodo e' soppresso;

alla lettera c), il secondo periodo e' soppresso;

al comma 1, lettera c), capoverso 7, terzo periodo, le parole:

"Dalla violazione" sono sostituite dalle seguenti: "Dalle violazioni";

al comma 2, lettera a), capoverso 1, il secondo periodo e' soppresso.

All'articolo 6, comma 2, alinea, dopo le parole: "di somministrazione di bevande alcoliche," sono inserite le seguenti:

"devono interrompere la somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 2 della notte e assicurarsi che all'uscita del locale sia

possibile effettuare, in maniera volontaria da parte dei clienti, una rilevazione del tasso alcolemico; inoltre".

Dopo l'articolo 6 sono inseriti i seguenti:

"Art. 6-bis (Fondo contro l'incidentalita' notturna). 1. E' istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Fondo

contro l'incidentalita' notturna.

2. Chiunque, dopo le ore 20 e prima delle ore 7, viola gli articoli 141, 142, commi 8 e 9, 186 e 187 del decreto legislativo 30 aprile

1992, n. 285, e successive modificazioni, e' punito con la sanzione amministrativa aggiuntiva di euro 200, che vengono destinati al Fondo

contro l'incidentalita' notturna.

3. Le risorse del Fondo di cui al comma 1 devono essere usate per le attivita' di contrasto dell'incidentalita' notturna.

4. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell'economia e delle

finanze, con decreto adottato di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dei trasporti, emana il regolamento

per l'attuazione del presente articolo.

5. Per il finanziamento iniziale del Fondo di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2007,

2008 e 2009. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma

1036, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Art. 6-ter (Destinazione delle maggiori entrate derivanti dall'incremento delle sanzioni amministrative pecuniarie). - 1. Le

maggiori entrate derivanti dall'incremento delle sanzioni amministrative pecuniarie disposto dal presente decreto sono

destinate al finanziamento di corsi volti all'educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado.

2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dei trasporti e con il Ministro della

pubblica istruzione, da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si

provvede all'attuazione del presente articolo, disciplinando, agli effetti della definizione dei programmi e delle relative attivita' di

formazione e di supporto didattico, le modalita' di collaborazione di enti e organismi con qualificata esperienza e competenza nel

settore".

 

 

 

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 3 Agosto 2007 , n. 117

G.U. 230 del 3/10/2007

Testo del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117 (in Gazzetta Ufficiale
- serie generale - n. 180 del 4 agosto 2007), coordinato con la legge
di conversione 2 ottobre 2007, n. 160, (in questa stessa Gazzetta
Ufficiale alla pag. 3), recante: "Disposizioni urgenti modificative
del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella
circolazione".

Avvertenza:

Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle

disposizioni sulla promulgazione delle leggi sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni

ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo

unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge

di conversione che di quelle modificate o richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia

degli atti legislativi qui riportati.

Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi.

Tali modifiche sul video sono tra isegni (( ... )).

A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400: (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della

Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello

della sua pubblicazione.

Art. 1.

Disposizioni in materia di guida senza patente

1. All'art. 116 del decreto legislativo n. 285 del 1992, e

successive modificazioni, il comma 13 e' sostituito dal seguente: "13. Chiunque guida autoveicoli o motoveicoli senza aver conseguito

la patente di guida e' punito con l'ammenda da euro 2.257 a euro 9.032; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza

patente perche' revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti previsti dal presente codice. Nell'ipotesi di reiterazione del reato

nel biennio si applica altresi' la pena dell'arresto fino ad un anno.

Per le violazioni di cui al presente comma e' competente il tribunale in composizione monocratica".

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo dell'art. 116 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della

strada), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 maggio 1992, n. 114, supplemento ordinario, come modificato dalla

presente legge:

"Art. 116 (Patente, certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e autoveicoli e certificato di idoneita' alla guida di ciclomotori).

- 1. Non si possono guidare autoveicoli e motoveicoli senza aver conseguito la patente di guida rilasciata dal competente

ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri.

1-bis. Per guidare un ciclomotore il minore di eta' che abbia compiuto 14 anni deve conseguire il certificato di

idoneita' alla guida, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, a seguito di

specifico corso con prova finale, organizzato secondo le modalita' di cui al comma 11-bis.

1-ter. A decorrere dal 1° ottobre 2005 l'obbligo di conseguire il certificato di idoneita' alla guida di

ciclomotori e' esteso a coloro che compiano la maggiore eta' a partire dalla medesima data e che non siano titolari

di patente di guida; coloro che, titolari di patente di guida, hanno avuto la patente sospesa per l'infrazione di

cui all'art. 142, comma 9, mantengono il diritto alla guida del ciclomotore; coloro che al 30 settembre 2005 abbiano

compiuto la maggiore eta' conseguono il certificato di idoneita' alla guida di ciclomotori, previa presentazione

di domanda al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, corredata da certificazione medica che

attesti il possesso dei requisiti fisici e psichici e dall'attestazione di frequenza ad un corso di formazione

presso un'autoscuola, tenuto secondo le disposizioni del decreto di cui all'ultimo periodo del comma 11-bis.

1-quater. I requisiti fisici e psichici richiesti per la guida dei ciclomotori sono quelli prescritti per la

patente di categoria A, ivi compresa quella speciale. Fino alla data del 1° gennaio 2008 la certificazione potra' essere limitata all'esistenza di

condizioni psico-fisiche di principio non ostative all'uso del ciclomotore, eseguita

dal medico di medicina generale;

1-quinquies. Non possono conseguire il certificato di idoneita' alla guida di ciclomotori i conducenti gia'

muniti di patente di guida; i titolari di certificato di idoneita' alla guida di ciclomotori sono tenuti a

restituirlo ad uno dei competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri all'atto del conseguimento di una

patente.

2. Per sostenere gli esami di idoneita' per la patente di guida occorre presentare apposita domanda al competente

ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri ed essere in possesso dei requisiti fisici e psichici

prescritti. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con decreti dirigenziali, stabilisce il

procedimento per il rilascio, l'aggiornamento e il duplicato, attraverso il proprio sistema informatico, delle

patenti di guida, dei certificati di idoneita' alla guida e dei certificati di abilitazione professionale, con

l'obiettivo della massima semplificazione amministrativa, anche con il coinvolgimento dei medici di cui all'art. 119,

dei comuni, delle autoscuole di cui all'art. 123 e dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264.

3. La patente di guida, conforme al modello comunitario, si distingue nelle seguenti categorie ed

abilita alla guida dei veicoli indicati per le rispettive categorie:

A - Motoveicoli di massa complessiva sino a 1,3 t;

B - Motoveicoli, esclusi i motocicli, autoveicoli di massa complessiva non superiore a 3,5 t e il cui numero di

posti a sedere, escluso quello del conducente, non e' superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero

ovvero un rimorchio che non ecceda la massa a vuoto del veicolo trainante e non comporti una massa complessiva

totale a pieno carico per i due veicoli superiore a 3,5 t;

C - Autoveicoli, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, anche se trainanti un rimorchio leggero,

esclusi quelli per la cui guida e' richiesta la patente della categoria D;

D - Autobus ed altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere,

escluso quello del conducente, e' superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero;

E - Autoveicoli per la cui guida e' richiesta la patente delle categorie B, C e D, per ciascuna delle quali

il conducente sia abilitato, quando trainano un rimorchio che non rientra in quelli indicati per ciascuna delle

precedenti categorie; autoarticolati destinati al trasporto di persone e autosnodati, purche' il conducente sia

abilitato alla guida di autoveicoli per i quali e' richiesta la patente della categoria D; altri

autoarticolati, purche' il conducente sia abilitato alla guida degli autoveicoli per i quali e' richiesta la patente

della categoria C.

4. I rimorchi leggeri sono quelli di massa complessiva a pieno carico fino a 0,75 t. 5.

I mutilati ed i minorati fisici, anche se affetti da piu' minorazioni, possono ottenere la patente speciale

delle categorie A, B, C e D anche se alla guida di veicoli trainanti un rimorchio leggero. Le suddette patenti possono

essere limitate alla guida di veicoli di particolari tipi e caratteristiche, nonche' con determinate prescrizioni in

relazione all'esito degli accertamenti di cui all'art. 119, comma 4. Le limitazioni devono essere riportate sulla

patente e devono precisare quale protesi sia prescritta, ove ricorra, e/o quale tipo di adattamento sia richiesto

sul veicolo. Essi non possono guidare i veicoli in servizio di piazza o di noleggio con conducente per trasporto di

persone o in servizio di linea, le autoambulanze, nonche' i veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose. Fanno

eccezione le autovetture, i tricicli ed i quadricicli in servizio di piazza o di noleggio con conducente per il

trasporto di persone, qualora ricorrano le condizioni per il rilascio del certificato di abilitazione professionale

ai conducenti muniti della patente di guida di categoria B, C e D speciale, di cui al comma 8-bis.

6. Possono essere abilitati alla guida di autoveicoli per i quali e' richiesta la patente delle categorie C e D

solo coloro che gia' lo siano per autoveicoli e motoveicoli per la cui guida e' richiesta la patente della categoria B,

rispettivamente da sei e da dodici mesi.

7. La validita' della patente puo' essere estesa dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti

terrestri, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici ed esame integrativo, a categorie di veicoli diversi.

8. I titolari di patente di categoria A, B e C, per guidare tricicli, quadricicli ed autovetture in servizio di noleggio con conducente

e taxi, i titolari di patente di categoria C e di patente di categoria E, correlata con patente di categoria C, di eta' inferiore

agli anni ventuno per la guida di autoveicoli adibiti al trasporto di cose di cui all'art. 115, comma 1, lettera d), numero 3), i

titolari di patente della categoria D e di patente di categoria E, correlata con patente di categoria D, per

guidare autobus, autotreni ed autosnodati adibiti al trasporto di persone in servizio di linea o di noleggio con

conducente o per trasporto di scolari, devono conseguire un certificato di abilitazione professionale rilasciato dal

competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri sulla base dei requisiti, delle modalita' e dei

programmi di esami stabiliti nel regolamento.

8-bis. Il certificato di cui al comma 8 puo' essere rlasciato a mutilati o a minorati fisici che siano in possesso di patente di

categoria B,  e D  speciale e siano stati riconosciuti idonei alla conduzione di taxi e di autovetture adibite a noleggio, con specifica

certificazione rilasciata dalla commissione medica locale in base alle indicazioni fornite dal comitato tecnico, a norma dell'art. 119,

comma 10.

9. Nei casi previsti dagli accordi internazionali cui l'Italia abbia aderito, per la guida di veicoli adibiti a determinati trasporti

professionali, i titolari di patente di guida valida per la prescritta categoria devono inoltre conseguire il relativo certificato di

abilitazione, idoneita', capacita' o formazione professionale, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri.

Tali certificati non possono essere rilasciati ai mutilati e ai minorati fisici.

10. Nel regolamento, in relazione a quanto disposto al riguardo nella normativa internazionale, saranno stabiliti

i tipi dei certificati professionali di cui al comma 9 nonche' i requisiti, le modalita' e i programmi d'esame per

il loro conseguimento. Nello stesso regolamento saranno indicati il modello e le relative caratteristiche della

patente di guida, anche ai fini di evitare rischi di falsificazione.

11. L'annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione

nell'ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i

trasporti terrestri, che trasmette per posta, alla nuova residenza del titolare della patente di guida, un tagliando

di convalida da apporre sulla medesima patente di guida. A tal fine, i comuni devono trasmettere al suddetto ufficio

competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati

record prescritti del Dipartimento per i trasporti terrestri, notizia dell'avvenuto trasferimento di

residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica. Gli ufficiali di

anagrafe che ricevono la comunicazione del trasferimento di residenza senza che sia stata ad essi dimostrata, previa

consegna delle attestazioni, l'avvenuta effettuazione dei versamenti degli importi dovuti ai sensi della legge

1° dicembre 1986, n. 870, per la certificazione della variazione di residenza, ovvero senza che sia stato ad essi

contestualmente dichiarato che il soggetto trasferito non e' titolare di patente di guida, sono responsabili in

solido dell'omesso pagamento.

11-bis. Gli aspiranti al conseguimento del certificato di cui al comma 1-bis possono frequentare appositi corsi

organizzati dalle autoscuole. In tal caso, il rilascio del certificato e' subordinato ad un esame finale svolto da un

funzionario esaminatore del Dipartimento per i trasporti terrestri. I giovani che frequentano istituzioni statali e

non statali di istruzione secondaria possono partecipare ai corsi organizzati gratuitamente all'interno della scuola,

nell'ambito dell'autonomia scolastica. Ai fini dell'organizzazione dei corsi, le istituzioni scolastiche possono stipulare,

anche sulla base di intese sottoscritte dalle province e dai competenti uffici del Dipartimento per

i trasporti terrestri, apposite convenzioni a titolo gratuito con comuni, autoscuole, istituzioni ed

associazioni pubbliche e private impegnate in attivita' collegate alla circolazione stradale. I corsi sono tenuti

prevalentemente da personale insegnante delle autoscuole.

La prova finale dei corsi organizzati in ambito scolastico e' espletata da un funzionario esaminatore del Dipartimento

per i trasporti terrestri e dall'operatore responsabile della gestione dei corsi. Ai fini della copertura dei costi

di organizzazione dei corsi tenuti presso le istituzioni scolastiche, al Ministero dell'istruzione, dell'universita'

e della ricerca sono assegnati i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie nella misura prevista dall'art.

208, comma 2, lettera c). Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro dell'istruzione,

dell'universita' e della ricerca, stabilisce, con proprio decreto, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di

entrata in vigore del presente decreto, le direttive, le modalita', i programmi dei corsi e delle relative prove,

sulla base della normativa comunitaria.

12. Chiunque, avendo la materiale disponibilita' di un veicolo, lo affida o ne consenta la guida a persona che non

abbia conseguito la patente di guida, il certificato di idoneita' di cui ai commi 1-bis e 1-ter o il certificato di

abilitazione professionale, se prescritto, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro

370 a euro 1.485.

13. Chiunque guida autoveicoli o motoveicoli senza aver conseguito la patente di guida e' punito con l'ammenda da

euro 2.257 a euro 9.032; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perche' revocata o non

rinnovata per mancanza dei requisiti previsti dal presente codice. Nell'ipotesi di reiterazione del reato nel biennio

si applica altresi' la pena dell'arresto fino ad un anno.

Per le violazioni di cui al presente comma e' competente il tribunale in composizione monocratica.

13-bis. I conducenti di cui ai commi 1-bis e 1-ter che, non muniti di patente, guidano ciclomotori senza aver

conseguito il certificato di idoneita' di cui al comma 11-bis sono soggetti alla sanzione amministrativa del

pagamento di una somma da euro 516 a euro 2.065.

14. (Soppresso).

15. Parimenti chiunque guida autoveicoli o motoveicoli essendo munito della patente di guida ma non del

certificato di abilitazione professionale o della carta di qualificazione del conducente, quando prescritti, o di

apposita dichiarazione sostitutiva, rilasciata dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti

terrestri, ove non sia stato possibile provvedere, nei dieci giorni successivi all'esame, alla predisposizione del

certificato di abilitazione o alla carta di qualificazione, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di

una somma da euro 148 a euro 594.

16. (Abrogato).

17. Le violazioni delle disposizioni di cui ai commi 13-bis e 15 importano la sanzione accessoria del

fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

18. Alle violazioni di cui al comma 13 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo

per un periodo di tre mesi, o in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca

amministrativa del veicolo. Quando non e' possibile disporre il fermo amministrativo o la confisca del veicolo,

si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida eventualmente posseduta per un periodo da

tre a dodici mesi. Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.".

 

 

Art. 2.

Disposizioni in materia di limitazioni nella guida

1. All'art. 117 del decreto legislativo n. 285 del 1992, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:

"1. E' consentita la guida dei motocicli ai titolari di patente A, rilasciata alle condizioni e con le limitazioni dettate dalle

disposizioni comunitarie in materia di patenti.";

b) dopo il comma 2 e' inserito il seguente:

"2-bis. Ai titolari di patente di guida di categoria B, per (( il primo anno )) dal rilascio non e' consentita la guida di autoveicoli

aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 50 kw/t. La limitazione di cui al presente comma non si applica ai

veicoli adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell'art. 188, purche' la persona invalida sia presente sul

veicolo.";

c) al comma 3, primo periodo, le parole: "ai commi 1 e 2" sono sostituite dalle seguenti: "ai commi 1, 2 e 2-bis";

d) al comma 5, primo periodo, le parole: "e comunque prima di aver raggiunto l'eta' di venti anni," sono soppresse e le parole: "da

euro 74 a euro 296" sono sostituite dalle seguenti: "da euro 148 a euro 594".

2. Le disposizioni del comma 2-bis dell'art. 117 del decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotto dal comma 1, lettera b), del

presente articolo, si applicano ai titolari di patente di guida di categoria B rilasciata a fare data dal centottantesimo giorno

successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. All'art. 170 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

a) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

"1-bis. Sui veicoli di cui al comma 1 e' vietato il trasporto di minori di anni cinque.";

b) dopo il comma 6 e' inserito il seguente:

"6-bis. Chiunque viola le disposizioni del comma 1-bis e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da

euro 148 a euro 594.".

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo degli articoli 117 e 170 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992, come modificato

dalla presente legge:

"Art. 117 (Limitazioni nella guida). - 1. E' consentita la guida dei motocicli ai titolari di patente A, rilasciata alle condizioni e

con le limitazioni dettate dalle disposizioni comunitarie in materia di patenti.

2. Per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria B non e' consentito il superamento della velocita' di

100 km/h per le autostrade e di 90 km/h per le strade extraurbane principali.

2-bis. Ai titolari di patente di guida di categoria B, per il primo anno dal rilascio non e' consentita la guida di autoveicoli

aventi una potenza specifica, riferiti alla tara, superiore a 50 kw/t. La limitazione di cui al presente comma non si applica ai veicoli

adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell'art. 188, purche' la persona invalida sia presente sul veicolo.

3. Nel regolamento saranno stabilite le modalita' per l'indicazione sulla carta di circolazione dei limiti di cui

ai commi 1, 2 e 2-bis. Analogamente sono stabilite norme per i veicoli in circolazione alla data di entrata in vigore del presente

codice.

4. Le limitazioni alla guida e alla velocita' sono automatiche e decorrono dalla data di superamento dell'esame di cui all'art. 121.

5. Il titolare di patente di guida italiana che nei primi tre anni dal conseguimento della patente circola

oltrepassando i limiti di guida e di velocita' di cui al presente articolo e' soggetto alla sanzione amministrativa

del pagamento di una somma da euro 148 a euro 594. La violazione importa la sanzione amministrativa accessoria

della sospensione della validita' della patente da due ad otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del

titolo VI.".

"Art. 170 (Trasporto di persone e di oggetti sui veicoli a motore a due ruote). - 1. Sui motocicli e sui

ciclomotori a due ruote il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, deve stare seduto

in posizione corretta e deve reggere il manubrio con ambedue le mani, ovvero con una mano in caso di necessita'

per le opportune manovre o segnalazioni. Non deve procedere sollevando la ruota anteriore.

1-bis. Sui veicoli di cui al comma 1 e' vietato il trasporto di minori di anni cinque.

2. Sui ciclomotori e' vietato il trasporto di altre persone oltre al conducente, salvo che il posto per il

passeggero sia espressamente indicato nel certificato di circolazione e che il conducente abbia un'eta' superiore a

diciotto anni. Con regolamento emanato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono

stabiliti le modalita' e i tempi per l'aggiornamento, ai fini del presente comma, della carta di circolazione dei

ciclomotori omologati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge

27 giugno 2003, n. 151.

3. Sui veicoli di cui al comma 1 l'eventuale passeggero deve essere seduto in modo stabile ed equilibrato, nella

posizione determinata dalle apposite attrezzature del veicolo.

4. E' vietato ai conducenti dei veicoli di cui al comma 1 di trainare o farsi trainare da altri veicoli.

5. Sui veicoli di cui al comma 1 e' vietato trasportare oggetti che non siano solidamente assicurati, che sporgano

lateralmente rispetto all'asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i

cinquanta centimetri, ovvero impediscano o limitino la visibilita' al conducente. Entro i predetti limiti, e'

consentito il trasporto di animali purche' custoditi in apposita gabbia o contenitore.

6. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo e' soggetto alla sanzione amministrativa del

pagamento di una somma da euro 70 a euro 285.

6-bis. Chiunque viola le disposizioni del comma 1-bis e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di

una somma da euro 148 a euro 594.

7. Alle violazioni previste dal comma 1 e, se commesse da conducente minorenne, dal comma 2, alla sanzione

pecuniaria amministrativa consegue il fermo amministrativo del veicolo per sessanta giorni, ai sensi del capo I,

sezione II, del titolo VI; quando, nel corso di un biennio, con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per

almeno due volte, una delle violazioni previste dai commi 1 e 2, il fermo amministrativo del veicolo e' disposto per

novanta giorni.".

 

 

Art. 3.

Disposizioni in materia di velocita' dei veicoli

1. All'art. 142 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 6, dopo le parole: "le risultanze di apparecchiature debitamente omologate," sono inserite le seguenti: "anche per il calcolo

della velocita' media di percorrenza su tratti determinati,";

b) dopo il comma 6 e' inserito il seguente:

"6-bis. Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocita' devono essere preventivamente segnalate e

ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel

regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalita' di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di

concerto con il Ministro dell'interno.";

c) il comma 9 e' sostituito dai seguenti:

"9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocita' e' soggetto alla sanzione amministrativa

del pagamento di una somma da euro 370,00 a euro 1.458,00. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della

sospensione della patente di guida (( da uno a tre mesi con il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo, nella fascia

oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i tre mesi successivi alla restituzione della patente di guida. Il provvedimento

di inibizione alla guida e' annotato nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, di cui agli articoli 225 e 226 del presente

codice. ))

9-bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocita' e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di

una somma da euro 500 a euro 2.000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di

guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.";

d) il comma 11 e' sostituito dal seguente:

"11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9-bis sono commesse alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3,

lettere b), e), f), g), h), i) e l) le sanzioni amministrative pecuniarie e quelle accessorie ivi previste sono raddoppiate.

L'eccesso di velocita' oltre il limite al quale e' tarato il limitatore di velocita' di cui all'art. 179 comporta, nei veicoli

obbligati a montare tale apparecchio, l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 2-bis e 3 del medesimo

art. 179, per il caso di limitatore non funzionante o alterato. E' sempre disposto l'accompagnamento del mezzo presso un'officina

autorizzata, per i fini di cui al comma 6-bis del citato art. 179.";

e) il comma 12 e' sostituito dal seguente:

"12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9, la

sanzione amministrativa accessoria e' della sospensione della patente da otto a diciotto mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I,

sezione II, del titolo VI. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione

del comma 9-bis, la sanzione amministrativa accessoria e' la revoca della patente, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del

titolo VI.".

2. Alla tabella dei punteggi allegata all'art. 126-bis del decreto legislativo n. 285 del 1992, e successive modificazioni, le parole:

 

 

{Norma violata Punti

--- ---

Art. 142, comma 8 2 comma 9 10} sono sostituite dalle seguenti:

  

{Norma violata Punti

--- ---

Art. 142, comma 8 5 commi 9 e 9-bis 10}.

 

3. All'attuazione delle disposizioni introdotte dal comma 1 del presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse finanziarie

disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo dell'art. 142, del citato decreto legislativo n. 285/1992, come modificato dalla presente

legge:

"Art. 142 (Limiti di velocita). - 1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita

umana la velocita' massima non puo' superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane

principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, ed i 50 km/h per le

strade nei centri abitati, con la possibilita' di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade

urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali.

Sulle autostrade a tre corsie piu' corsia di emergenza per ogni senso di marcia, gli enti proprietari o concessionari

possono elevare il limite massimo di velocita' fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed

effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreche' lo consentano l'intensita' del

traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalita' dell'ultimo quinquennio. In caso di

precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocita' massima non puo' superare i 110 km/h per le

autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane

principali.

2. Entro i limiti massimi suddetti, gli enti proprietari della strada possono fissare, provvedendo anche

alla relativa segnalazione, limiti di velocita' minimi e limiti di velocita' massimi, diversi da quelli fissati al

comma 1, in determinate strade e tratti di strada quando l'applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel

comma 1 renda opportuna la determinazione di limiti diversi, seguendo le direttive che saranno impartite dal

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Gli enti proprietari della strada hanno l'obbligo di adeguare

tempestivamente i limiti di velocita' al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari. Il

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti puo' modificare i provvedimenti presi dagli enti proprietari

della strada, quando siano contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui al comma 1. Lo

stesso Ministro puo' anche disporre l'imposizione di limiti, ove non vi abbia provveduto l'ente proprietario; in

caso di mancato adempimento, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti puo' procedere direttamente

alla esecuzione delle opere necessarie, con diritto di rivalsa nei confronti dell'ente proprietario.

3. Le seguenti categorie di veicoli non possono superare le velocita' sottoindicate:

a) ciclomotori: 45 km/h;

b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose rientranti nella classe 1

figurante in allegato all'accordo di cui all'art. 168, comma 1, quando viaggiano carichi: 50 km/h fuori dei centri

abitati; 30 km/h nei centri abitati;

c) macchine agricole e macchine operatrici: 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi equipollenti;

15 km/h in tutti gli altri casi;

d) quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati;

e) treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio di cui alle lettere h), i) e l) dell'art. 54,

comma 1: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

f) autobus e filobus di massa complessiva a pieno carico superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri abitati;

100 km/h sulle autostrade;

g) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a

3,5 t e fino a 12 t: 80 km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade;

h) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a

12 t: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

i) autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 t se adoperati per il trasporto di persone ai

sensi dell'art. 82, comma 6: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;

l) mezzi d'opera quando viaggiano a pieno carico: 40 km/h nei centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati.

4. Nella parte posteriore dei veicoli di cui al comma 3, ad eccezione di quelli di cui alle lettere a)

e b), devono essere indicate le velocita' massime consentite. Qualora si tratti di complessi di veicoli,

l'indicazione del limite va riportata sui rimorchi ovvero sui semirimorchi. Sono comunque esclusi da tale obbligo gli

autoveicoli militari ricompresi nelle lettere c), g), h) ed i) del comma 3, quando siano in dotazione alle Forze

armate, ovvero ai Corpi ed organismi indicati nell'art. 138, comma 11.

5. In tutti i casi nei quali sono fissati limiti di velocita' restano fermi gli obblighi stabiliti dall'art.

141.

6. Per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocita' sono considerate fonti di prova le risultanze di

apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocita' media di percorrenza su tratti determinati,

nonche' le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal

regolamento.

6-bis. Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocita' devono essere

preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione

luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalita'

di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno.

7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocita', ovvero supera i limiti massimi di velocita' di non oltre 10

km/h, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 36 a euro 148.

8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocita' e' soggetto alla

sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 148 a euro 594.

9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocita' e' soggetto alla

sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 370,00 a euro 1.458,00. Dalla violazione consegue la

sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi con il provvedimento di

inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i tre mesi

successivi alla restituzione della patente di guida. Il provvedimento e' annotato nell'anagrafe nazionale degli

abilitati alla guida, di cui agli articoli 225 e 226 del

presente codice.

9-bis. Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocita' e' soggetto alla sanzione

amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000. Dalla violazione consegue la sanzione

amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui

al capo I, sezione II, del titolo VI.

10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 4 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da euro 22 a euro 88.

11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9-bis sono commesse alla guida di uno dei veicoli indicati al

comma 3, lettere b), e), f), g), h), i) e l) le sanzioni amministrative pecuniarie e quelle accessorie ivi previste

sono raddoppiate. L'eccesso di velocita' oltre il limite al quale e' tarato il limitatore di velocita' di cui all'art.

179 comporta, nei veicoli obbligati a montare tale apparecchio, l'applicazione delle sanzioni amministrative

pecuniarie previste dai commi 2-bis e 3 del medesimo art.

179, per il caso di limitatore non funzionante o alterato.

E' sempre disposto l'accompagnamento del mezzo presso un'officina autorizzata, per i fini di cui al comma 6-bis

del citato art. 179.

12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore

violazione del comma 9, la sanzione amministrativa accessoria e' della sospensione della patente da otto a

diciotto mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando il titolare di una

patente di guida sia incorso, in un periodo di due anni, in una ulteriore violazione del comma 9-bis, la sanzione

amministrativa accessoria e' la revoca della patente, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo

VI.".

- Si riporta il testo della tabella allegata all'art.

126-bis del citato decreto legislativo n. 285 del 1992, come modificato dalla presente legge:

 

Per le patenti rilasciate successivamente al 1° ottobre 2003 a soggetti che non siano gia' titolari di altra

patente di categoria B o superiore, i punti riportati nella presente tabella, per ogni singola violazione, sono

raddoppiati qualora le violazioni siano commesse entro i primi tre anni dal rilascio.".

 

 

Art. 3-bis.

Modifiche all'art. 157 del decreto legislativo n. 285 e successive modificazioni del 1992, in materia di accensione del motore

durante la sosta o la fermata del veicolo.

(( 1. All'art. 157 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 7, e' inserito il seguente:

"7-bis. E' fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta o fermata del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione

l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da euro 200 a euro 400.";

b) al comma 8 sono premesse le seguenti parole: "Fatto salvo quanto disposto dal comma 7-bis,". ))

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo dell'art. 157, del citato decreto legislativo n. 285/1992 come modificato dalla presente legge:

"Art. 157 (Arresto, fermata e sosta dei veicoli). -

1. Agli effetti delle presenti norme:

a) per arresto si intende l'interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione;

b) per fermata si intende la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta,

per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la

fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a

riprendere la marcia;

c) per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilita' di

allontanamento da parte del conducente;

d) per sosta di emergenza si intende l'interruzione della marcia nel caso in cui il veicolo e' inutilizzabile

per avaria ovvero deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero.

2. Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve

essere collocato il piu' vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il

senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito

dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento.

3. Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata, ma

non sulle piste per velocipedi ne', salvo che sia appositamente segnalato, sulle banchine. In caso di

impossibilita', la fermata e la sosta devono essere effettuate il piu' vicino possibile al margine destro della

carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Sulle carreggiate delle strade con precedenza la

sosta e' vietata.

4. Nelle strade urbane a senso unico di marcia la sosta e' consentita anche lungo il margine sinistro della

carreggiata, purche' rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di veicoli e comunque non inferiore a

tre metri di larghezza.

5. Nelle zone di sosta all'uopo predisposte i veicoli devono essere collocati nel modo prescritto dalla

segnaletica.

6. Nei luoghi ove la sosta e' permessa per un tempo limitato e' fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in

modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della

durata della sosta e' fatto obbligo di porlo in funzione.

7. E' fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonche' di lasciare

aperte le porte, senza essersi assicurato che cio' non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della

strada.

7-bis. E' fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta o fermata del veicolo, allo scopo di

mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione

amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 a euro 400.

8. Fatto salvo quanto disposto dal comma 7-bis,chiunque viola le disposizioni di cui al presente

articolo e' soggetto alla sanzione amministrativa delpagamento di una somma da euro 36 a euro 148.".

 

 

Art. 4.

Disposizioni in materia di uso dei dispositiviradiotrasmittenti durante la guida

1. Il comma 3 dell'art. 173 del decreto legislativo n. 285 del1992, e successive modificazioni, e' sostituito dai seguenti:

"3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 e' soggettoalla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 70,00

a euro 285,00.

3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 e' soggettoalla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro

148,00 a euro 594,00. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre

mesi, qualora lo stesso soggetto compia un'ulteriore violazione nel corso di un biennio.".

2. Alla tabella dei punteggi allegata all'art. 126-bis del decreto legislativo n. 285 del 1992, e successive modificazioni, le parole:

 

 

{Norma violata Punti

--- ---

Art. 173, comma 3 5} sono sostituite dalle seguenti:

 

 

 {Norma violata Punti

--- ---

Art. 173, commi 3 e 3-bis 5}.

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo dell'art. 173 del citato decreto legislativo n. 285/1992, come modificato dalla presente legge:

"Art. 173 (Uso di lenti o di determinati apparecchi durante la guida). - 1. Il titolare di patente di guida, al

quale in sede di rilascio o rinnovo della patente stessa sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze

organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l'obbligo di

usarli durante la guida.

2. E' vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie

sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all'art. 138, comma 11, e

di polizia, nonche' per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di

persone in conto terzi. E' consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purche' il conducente

abbia adeguata capacita' uditiva ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle

mani.

3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da euro 70,00 a euro 285,00.

3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di

una somma da euro 148,00 a euro 594,00. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della

patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un'ulteriore violazione nel corso di un

biennio.".

- Per il testo della tabella allegata all'art. 126-bis del decreto legislativo n. 285/1992, si vedano i

riferimenti normativi all'art. 3.

 

 

Art. 5.

Modifiche agli articoli 186 e 187 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto

l'effetto di stupefacenti.

1. All'art. 186 del decreto legislativo n. 285 del 1992, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 e' sostituito dai seguenti:

"2. Chiunque guida in stato di ebbrezza e' punito, ove il fatto non costituisca piu' grave reato:

a) con l'ammenda da euro 500 a euro 2000, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a

0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della

sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;

b) con l'ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l'arresto fino a tre mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un

tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la

sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;

c) con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l'arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad untasso

alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l).

All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da

uno a due anni. La patente di guida e' sempre revocata, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI, quando il reato e' commesso dal

conducente di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5t. o di complessi di veicoli, ovvero in caso di

recidiva nel biennio. Ai fini del ritiro della patente si applicano le disposizioni dell'art. 223.

2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 2) sono raddoppiate ed e' disposto

il fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni ai sensi del Capo I, sezione II, del titolo VI, salvo che il veicolo appartenga a

persona estranea al reato. E' fatta salva in ogni caso l'applicazione delle sanzioni accessorie previste dagli articoli 222 e 223.

2-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo e' il tribunale in composizione monocratica.

2-quater. Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche in caso di applicazione della

pena su richiesta delle parti";

b) al comma 5, dopo il terzo periodo e' aggiunto, in fine, il seguente: "Si applicano le disposizioni del comma 5-bis dell'art.

187.";

c) il comma 7 e' sostituito dal seguente:

"7. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5 il conducente e' soggetto

alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.500 a euro 10.000. Se la violazione e' commessa in occasione di un

incidente stradale in cui il conducente e' rimasto coinvolto, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000 ad euro

12.000. Dalle violazioni conseguono la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da

sei mesi a due anni e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di centottanta giorni ai sensi del capo I, sezione II, del

titolo VI, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l'ordinanza con la quale e' disposta la sospensione

della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Quando lo stesso

soggetto compie piu' violazioni nel corso di un biennio, e' sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della

patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.";

d) al comma 8, primo periodo, le parole: "del comma 2" sono sostituite dalle seguenti: "dei commi 2 e 2-bis";

e) il comma 9 e' sostituito dal seguente:

"9. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 e 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi

per litro, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2 e 2-bis, il prefetto, in via cautelare, dispone la

sospensione della patente fino all'esito della visita medica di cui al comma 8.".

2. All'art. 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 1 e' sostituito dai seguenti:

"1. Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope e' punito con l'ammenda da

euro 1000 a euro 4000 e l'arresto fino a tre mesi. All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria

della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno. La patente di guida e' sempre revocata, ai sensi del capo I, sezione II,

del titolo VI, quando il reato e' commesso dal conducente di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno carico superiore

a 3,5t. o di complessi di veicoli, ovvero in caso di recidiva nel biennio. Ai fini del ritiro della patente si applicano le

disposizioni dell'art. 223.

1-bis. Se il conducente in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope provoca un incidente

stradale, le pene di cui al comma 1 sono raddoppiate ed e' disposto il fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni ai sensi del

capo I, sezione II, del titolo VI, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato. E' fatta salva in ogni caso l'applicazione

delle sanzioni accessorie previste dagli articoli 222 e 223.

1-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo e' il tribunale in composizione monocratica. Si applicano le

disposizioni dell'art. 186, comma 2-quater.";

b) dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

"5-bis. Qualora l'esito degli accertamenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non sia immediatamente disponibile e gli accertamenti di cui al

comma 2 abbiano dato esito positivo, se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente si trovi in stato di alterazione

psico-fisica dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, gli organi di polizia stradale possono disporre il ritiro della

patente di guida fino all'esito degli accertamenti e, comunque, per un periodo non superiore a dieci giorni. Si applicano le disposizioni

dell'art. 216 in quanto compatibili. La patente ritirata e' depositata presso l'ufficio o il comando da cui dipende l'organo

accertatore.";

c) il comma 7 e' abrogato;

d) il comma 8 e' sostituito dal seguente:

"8. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 2, 3 o 4, il conducente e' soggetto

alle sanzioni di cui all'art. 186, comma 7. Con l'ordinanza con la quale e' disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina

che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'art.

119".

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo degli articoli 186 e 187 del citato decreto legislativo n. 285/1992 come modificato dal

presente decreto:

"Art. 186 (Guida sotto l'influenza dell'alcool). -

1. E' vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.

2. Chiunque guida in stato di ebbrezza e' punito, ove il fatto non costituisca piu' grave reato:

a) con l'ammenda da euro 500 a euro 2000 e l'arresto fino a un mese, qualora sia stato accertato un valore

corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All'accertamento

del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;

b) con l'ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l'arresto fino a tre mesi, qualora sia stato accertato un valore

corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento

del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei

mesi ad un anno;

c) con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l'arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un

valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato

consegue in ogni caso la sanzione amministrativa access oria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.

La patente di guida e' sempre revocata, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI, quando il reato e' commesso

dal conducente di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5t. o di complessi

di veicoli, ovvero in caso di recidiva nel biennio. Ai fini del ritiro della patente si applicano le disposizioni

dell'art. 223.

2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 2) sono

raddoppiate ed e' disposto il fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni ai sensi del Capo I, sezione II,

del titolo VI, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato. E' fatta salva in ogni caso

l'applicazione delle sanzioni accessorie previste dagli articoli 222 e 223.

2-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo e' il tribunale in composizione monocratica.

2-quater. Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche in

caso di applicazione della pena su richiesta delle parti.

3. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui

all'art. 12, commi l e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, nel rispetto della riservatezza personale e

senza pregiudizio per l'integrita' fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non

invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

4. Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d'incidente

ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione

psico-fisica derivante dall'influenza dell'alcool, gli organi di Polizia stradale di cui all'art. 12, commi 1 e 2,

anche accompagnandolo presso il piu' vicino ufficio o comando, hanno la facolta' di effettuare l'accertamento con

strumenti e procedure determinati dal regolamento.

5. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l'accertamento del tasso

alcoolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all'art. 12, commi 1 e 2, da parte

delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie

rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni

accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. I fondi

necessari per l'espletamento degli accertamenti di cui al presente comma sono reperiti nell'ambito dei fondi

destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all'art. 32 della legge 17 maggio 1999, n. 144. Si

applicano le disposizioni del comma 5-bis dell'art. 187.

6. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico

superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l'interessato e' considerato in stato di ebbrezza ai fini dell'applicazione

delle sanzioni di cui al comma 2.

7. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5 il

conducente e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.500 a euro 10.000. Se la

violazione e' commessa in occasione di un incidente stradale in cui il conducente e' rimasto coinvolto, si

applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000 ad euro 12.000. Dalle violazioni conseguono la sanzione

amministrativa accessoria della sospensione della patentedi guida per un periodo da sei mesi a due anni e del fermo

amministrativo del veicolo per un periodo di centottanta giorni ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI,

salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l'ordinanza con la quale e' disposta la

sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le

disposizioni del comma 8. Quando lo stesso soggetto compie piu' violazioni nel corso di un biennio, e' sempre disposta

la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.

8. Con l'ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente ai sensi dei commi 2 e 2-bis, il

prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'art. 119, comma 4, che deve avvenire

nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto puo'

disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all'esito della visita medica.

9. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 e 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico

superiore a 1,5 grammi per litro, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2 e 2-bis, il

prefetto, in via cautelare, dispone la sospensione della patente fino all'esito della visita medica di cui al

comma 8.".

"Art. 187 (Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti). - 1. Chiunque guida in

stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope e' punito con l'ammenda

da euro 1000 a euro 4000 e l'arresto fino a tre mesi. All'accertamento del reato consegue in ogni caso la

sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno. La patente di

guida e' sempre revocata, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI, quando il reato e' commesso dal conducente

di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5t. o di complessi di veicoli, ovvero

in caso di recidiva nel biennio. Ai fini del ritiro della patente si applicano le disposizioni dell'art. 223.

1-bis. Se il conducente in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o

psicotrope provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 1 sono raddoppiate ed e' disposto il fermo

amministrativo del veicolo per novanta giorni ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI, salvo che il veicolo

appartenga a persona estranea al reato. E' fatta salva in ogni caso l'applicazione delle sanzioni accessorie previste

dagli articoli 222 e 223.

1-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo e' il tribunale in composizione monocratica. Si applicano le disposizioni dell'art.

186, comma 2-quater.

2. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al

comma 3, gli organi di Polizia stradale di cui all'art. 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero

dell'interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrita' fisica, possono

sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili

3. Quando gli accertamenti di cui al comma 2 forniscono esito positivo ovvero quando si ha altrimenti ragionevole

motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l'effetto conseguente all'uso di sostanze

stupefacenti o psicotrope, gli agenti di Polizia stradale di cui all'art. 12, commi 1 e 2, fatti salvi gli ulteriori

obblighi previsti dalla legge, accompagnano il conducente presso strutture sanitarie fisse o mobili afferenti ai

suddetti organi di Polizia stradale ovvero presso le strutture sanitarie pubbliche o presso quelle accreditate o

comunque a tali fini equiparate, per il prelievo di campioni di liquidi biologici ai fini dell'effettuazione

degli esami necessari ad accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope e per la relativa visita medica.

Le medesime disposizioni si applicano in caso di incidenti, compatibilmente con le attivita' di rilevamento e soccorso.

4. Le strutture sanitarie di cui al comma 3, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all'art.

12, commi 1 e 2, effettuano altresi' gli accertamenti sui conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti

alle cure mediche, ai fini indicati dal comma 3; essi possono contestualmente riguardare anche il tasso

alcolemico previsto nell'art. 186.

5. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla

prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti

disposizioni di legge. I fondi necessari per l'espletamento degli accertamenti conseguenti ad incidenti stradali sono

reperiti nell'ambito dei fondi destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all'art. 32 della legge

17 maggio 1999, n. 144. Copia del referto sanitario positivo deve essere tempestivamente trasmessa, a cura

dell'organo di Polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli

eventuali provvedimenti di competenza.

5-bis. Qualora l'esito degli accertamenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non sia immediatamente disponibile e gli

accertamenti di cui al comma 2 abbiano dato esito positivo, se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente

si trovi in stato di alterazione psico-fisica dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, gli

organi di polizia stradale possono disporre il ritiro della patente di guida fino all'esito degli accertamenti e,

comunque, per un periodo non superiore a dieci giorni. Si applicano le disposizioni dell'art. 216 in quanto

compatibili. La patente ritirata e' depositata presso l'ufficio o il comando da cui dipende l'organo accertatore.

6. Il prefetto, sulla base della certificazione rilasciata dai centri di cui al comma 3, ordina che il

conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'art. 119 e dispone la sospensione, in via cautelare, della

patente fino all'esito dell'esame di revisione che deve avvenire nel termine e con le modalita' indicate dal

regolamento.

7. (Abrogato).

8. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 2, 3 o 4, il

conducente e' soggetto alle sanzioni di cui all'art. 186, comma 7. Con l'ordinanza con la quale e' disposta la

sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'art.

119.".

 

 

Art. 6.

Nuove norme volte a promuovere la consapevolezza dei rischi di incidente stradale in caso di guida in stato di ebbrezza.

1. All'art. 230, comma 1 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole: "e delle regole di

comportamento degli utenti" sono aggiunte, in fine, le seguenti:", con particolare riferimento all'informazione sui rischi conseguenti

all'assunzione di sostanze psicotrope, stupefacenti e di bevande alcoliche".

2. Tutti i titolari e i gestori di locali ove si svolgono, con qualsiasi modalita' e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme

di intrattenimento, congiuntamente all'attivita' di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche, (( devono interrompere la

somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 2 della notte ed assicurarsi che all'uscita del locale sia possibile effettuare, in

maniera volontaria da parte dei clienti, una rilevazione del tasso alcolemico; inoltre )) devono esporre all'entrata, all'interno e

all'uscita dei locali apposite tabelle che riproducano:

a) la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell'aria alveolare espirata;

b) le quantita', espresse in centimetri cubici, delle bevande alcoliche piu' comuni che determinano il superamento del tasso

alcolemico per la guida in stato di ebbrezza, pari a 0,5 grammi per litro, da determinare anche sulla base del peso corporeo.

3. L'inosservanza delle disposizioni di cui al comma 2 comporta la sanzione di chiusura del locale da sette fino a trenta giorni,

secondo la valutazione dell'autorita' competente.

4. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro della salute, con proprio decreto, stabilisce i

contenuti delle tabelle di cui al comma 2.

Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo dell'art. 230 del citato decreto legislativo n. 285/1992 come modificato dalla presente

legge:

"Art. 230 (Educazione stradale). - 1. Allo scopo di promuovere la formazione dei giovani in materia di

comportamento stradale e di sicurezza del traffico e della circolazione, nonche' per promuovere ed incentivare l'uso

della bicicletta come mezzo di trasporto, i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'istruzione,

dell'universita' e della ricerca d'intesa con i Ministri dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti e

dell'ambiente e della tutela del territorio, avvalendosi dell'Automobile Club d'Italia, delle associazioni

ambientaliste riconosciute dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ai sensi dell'art. 13 della

legge 8 luglio 1986, n. 349, di societa' sportive ciclistiche nonche' di enti e associazioni di comprovata

esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale e della promozione ciclistica individuati con

decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, predispongono appositi programmi, corredati dal relativo

piano finanziario, da svolgere come attivita' obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi gli

istituti di istruzione artistica e le scuole materne, che concernano la conoscenza dei principi della sicurezza

stradale, nonche' delle strade, della relativa segnaletica, delle norme generali per la condotta dei veicoli, con

particolare riferimento all'uso della bicicletta, e delle regole di comportamento degli utenti, con particolare

riferimento all'informazione sui rischi conseguenti all'assunzione di sostanze psicotrope, stupefacenti e di

bevande alcoliche.

2. Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, con propria ordinanza, disciplina le

modalita' di svolgimento dei predetti programmi nelle scuole, anche con l'ausilio degli appartenenti ai Corpi di

polizia municipale, nonche' di personale esperto appartenente alle predette istituzioni pubbliche e private;

l'ordinanza puo' prevedere l'istituzione di appositi corsi per i docenti che collaborano all'attuazione dei programmi

stessi. Le spese eventualmente occorrenti sono reperite nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio delle

amministrazioni medesime.

2-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti predispone annualmente un programma informativo sulla

sicurezza stradale, sottoponendolo al parere delle Commissioni parlamentari competenti alle quali riferisce

sui risultati ottenuti.".

 

 

Art. 6-bis.

Fondo contro l'incidentalita' notturna

(( 1. E' istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministriil Fondo contro l'incidentalita' notturna.

2. Chiunque, dopo le ore 20 e prima delle ore 7, viola gli articoli 141, 142, commi 8 e 9, 186 e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e

successive modificazioni, e' punito con la sanzione amministrativa aggiuntiva di euro 200 che vengono destinati

al Fondo contro l'incidentalita' notturna.

3. Le risorse del Fondo di cui al comma 1 devono essere usate per le attivita' di contrasto dell'incidentalita' notturna.

4. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell'economia e delle

finanze, con decreto adottato di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dei trasporti, emana il regolamento

per l'attuazione del presente articolo.

5. Per il finanziamento iniziale del Fondo di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2007,

2008 e 2009. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 1, comma 1036,

della legge 27 dicembre 2006, n. 296. ))

Riferimenti normativi:

- Il testo dell'art. 141, del citato decreto legislativo n. 285/1992, cosi' recita:

"Art. 141 (Velocita). - 1. E' obbligo del conducente regolare la velocita' del veicolo in modo che, avuto

riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni

della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la

sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.

2. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le

manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo

campo di visibilita' e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

3. In particolare, il conducente deve regolare la velocita' nei tratti di strada a visibilita' limitata,

nelle curve, in prossimita' delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati

dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di

insufficiente visibilita' per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque

nei tratti di strada fiancheggiati da edifici.

4. Il conducente deve, altresi', ridurre la velocita' e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole

l'incrocio con altri veicoli, in prossimita' degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni

che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza e quando, al suo avvicinarsi, gli

animali che si trovino sulla strada diano segni di spavento.

5. Il conducente non deve gareggiare in velocita'.

6. Il conducente non deve circolare a velocita' talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il

normale flusso della circolazione.

7. All'osservanza delle disposizioni del presente articolo e' tenuto anche il conducente di animali da tiro,

da soma e da sella.

8. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da euro 74 a euro 296.

9. Salvo quanto previsto dagli articoli 9-bis e 9-ter, chiunque viola la disposizione del comma 5 e' soggetto alla

sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 148 a euro 594.

10. Se si tratta di violazioni commesse dal conducente di cui al comma 7 la sanzione amministrativa e' del

pagamento di una somma da euro 22 a euro 88. 11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente

articolo e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 36 a euro 148.".

- Per il testo dei commi 8 e 9 dell'art. 142 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992 si vedano i riferimenti

all'art. 3.

- Per il testo degli articoli 186 e 187 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992 si vedano i riferimenti

normativi all'art. 5.

- Il testo del comma 1036, dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, recante "Disposizioni per la formazione

del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

27 dicembre 2006, n. 299, supplemento ordinario, e' il seguente:

"1036. Al fine di consolidare ed accrescere l'attivita' del Ministero dei trasporti per la prevenzione in materia

di circolazione ed antinfortunistica stradale, e' autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per ciascuno

degli anni 2007, 2008 e 2009, finalizzata alla realizzazione di azioni volte a diffondere i valori della

sicurezza stradale e ad assicurare una adeguata informazione agli utenti, ad aggiornare le conoscenze e le

capacita' dei conducenti, a rafforzare i controlli su strada anche attraverso l'implementazione di idonee

attrezzature tecniche, a migliorare gli standard di sicurezza dei veicoli.".

 

 

Art. 6-ter.

Destinazione delle maggiori entrate derivanti dall'incremento delle sanzioni amministrative pecuniarie

(( 1. Le maggiori entrate derivanti dall'incremento delle sanzioni amministrative pecuniarie disposto dal presente decreto sono

destinate al finanziamento di corsi volti all'educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado.

2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dei trasporti e con il Ministro della

pubblica istruzione, da adottare entro quattro mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si provvede

all'attuazione del presente articolo disciplinando, agli effetti della definizione dei programmi e delle relative attivita' di

formazione e di supporto didattico, le modalita' di collaborazione di enti ed organismi con qualificata esperienza e competenza nel

settore. ))

 

 

Art. 7.

Norme di coordinamento

1. Le disposizioni del presente decreto che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni

commesse anteriormente alla data di entrata in vigore, purche' il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o decreto

penale irrevocabili.

 

 

Art. 8.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e

sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.